Chi siamo

 

Siamo un gruppo di ricerca e un  dottorato di ricerca internazionale e interdisciplinare che, intitolato all’Umanesimo Contemporaneo, rilascia titoli congiunti da parte di cinque università su tre diversi continenti.  

 

Il dottorato, accreditato come Innovativo dal Ministero italiano dell’Università e della Ricerca, è articolato in tre curricula: Filosofia e Religione, Educazione, Letteratura e Scienze sociali.

 

Perché la categoria di Umanesimo?

 

Umanesimo è una categoria polisemica, al contempo storica, culturale, assiologica. Storica, in quanto indica una precisa epoca della storia intellettuale: quella dell’Umanesimo italiano e dei suoi eredi immediati. Culturale, in quanto vale come categoria generativa di un’intera civiltà, dall’origine dunque etnica – avvenuta entro i confini geografici dell’Europa – ma dalle pretese universali, come le varie dichiarazioni universali dei diritti umani testimoniano efficacemente da alcuni secoli a questa parte. Assiologica, infine, in quanto indica un orizzonte di senso e una costellazione valoriale, che trovano i loro fondamenti in una concezione dell’umanità come compito – e non quale semplice dato di fatto – e in un riconoscimento di tale umanità quale tratto essenziale e costitutivo di ogni essere umano, anche aldilà dell’epoca e della civiltà che hanno prodotto l’umanesimo.

 

È  la categoria di umanesimo ancora pertinente in senso culturale, quale categoria sintetica e generativa di una civiltà particolare, e in senso assiologico, quale ideale regolatore e orizzonte valoriale di riferimento? Esiste qualcosa che possa essere definito un umanesimo contemporaneo? Quali ne sono eventualmente le forme storiche e le declinazioni? Si tratta di forme soltanto intellettuali o piuttosto di pratiche e istituzioni che recano nel loro DNA una matrice umanistica e che, proprio per questo, favoriscono e condizionano la nostra possibilità di comprendere che cosa sia l’umanesimo? Possiamo fare a meno di questa categoria?

 

Molte sono le sfide che ci attendono. Tra tutte, certamente, quella legata alla potenza di cui oggi l’umanità dispone: potenza di trasformazione del mondo e dell’umanità stessa. Tale potenza, conoscitiva, tecnica e pratica, non ha in sé stessa strumenti e criteri di regolazione e vale come fine in sé stessa e per sé stessa. Rispetto a tale potenza, così assiologicamente indifferente, occorre un orizzonte di senso e di valore. Può ancora oggi la categoria di umanesimo offrire un orientamento e una guida, così come è accaduto – ormai alcuni decenni fa – dopo la catastrofe della guerra mondiale?